Mostra fotografica “Immagini dai lager. Per non dimenticare”
E’ stata presentata a Palazzo delle Aquile la mostra fotografica “Immagini dai lager. Per non dimenticare”. La mostra, che propone foto di Leone Zingales, vice-presidente nazionale dell’Unione cronisti italiani, si inserisce nel quadro dell’iniziative previste dal Comune di Palermo per la Giornata della Memoria.
“Ricordare ciò che è stato. Furono milioni coloro che entrarono nei campi di concentramento, lavoro e sterminio nazisti e fascisti. Furono pochi, invece, coloro che ne uscirono vivi, portando per sempre sulla pelle e nella memoria il ricordo di ciò che fu – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – . Anche per questo, per continuare in una quanto mai necessaria opera di “vaccinazione culturale”, ricordare ciò che è stato a Dachau, Buchenwald e Auschwitz, come fa oggi Leone Zingales con questa mostra, è non solo un atto storico, ma un atto doveroso che restituisce valore al giornalismo e al suo ruolo sociale”.
All’ inaugurazione sono intervenuti anche il Presidente del consiglio comunale Salvatore Orlando, il vice-prefetto vicario, Giuseppa Scaduto, il questore Guido Longo, i comandanti provinciali della Guardia di finanza e dell’Arma dei carabinieri, Generale Giancarlo Trotta e Colonnello Antonio Di Stasio, e il Capitano Nicola Silvestri della Capitaneria di porto. Presenti anche numerosi studenti.
Il percorso espositivo comprende 18 maxi-fotografie scattate dall’autore nei campi di concentramento di Auschwitz, Buchenwald e Dachau, ed è accompagnato da due pannelli che riproducono i simboli colorati che venivano applicati sulle casacche dei deportati una volta arrivati nei lager nazisti e la cartina dell’Europa in cui sono evidenziati i venti tra i più noti campi di concentramento.
“I numeri della tragedia – ha sottolineato Zingales – sono eloquenti: oltre 6 milioni di ebrei trucidati nei lager o negli omicidi di massa compiuti dai nazisti, dai loro alleati e dai cosiddetti collaborazionisti. Oltre 300 mila nomadi di etnia Jenisch, Rom e Sinti uccisi nei campi di concentramento, ma la cifra potrebbe essere superiore, e alcune fonti storiche parlano di quasi 700 mila vittime. Più di 300 mila uomini e donne, sofferenti di varie malattie, uccisi nel quadro dell’operazione Aktion T4. E ancora: oltre 100 mila oppositori politici, 25 mila omosessuali e 5000 testimoni di Geova, assassinati durante il periodo 1933-1945. E sono numeri approssimativi. Una tragedia enorme che non va dimenticata. Il percorso fotografico illustra un barbaro capitolo della storia dell’uomo. Dachau, Auschwitz, Buchenwald, tre luoghi di morte dove oggi si coltiva l’esercizio della memoria. Per non dimenticare. Anch’io, in questa sede, voglio specificare che l’uso della denominazione corretta del campo di Auschwitz è basata sulla formula ufficiale approvata dall’Unesco e cioè “Auschwitz Birkenau, campo nazista tedesco di concentramento e sterminio”. Ciò viene specificato soprattutto per non determinare confusione in relazione alla storia della Shoah”.
Nel corso della mattinata, il Sindaco ha annunciato anche la realizzazione di un museo che racconterà gli orrori del nazismo. Un “vagone della memoria” – un carro ferroviario simile a quelli con cui la Germania di Hitler deportava migliaia di persone al giorno verso i campi di sterminio – che sarà sistemato nell’ex deposito delle locomotive a Sant’Erasmo e nasce da un’idea dello stesso Zingales.
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